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Mar 22 Ago

9 cose da sapere sulla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano

Dal suo restauro, in occasione di Expo, la Galleria Vittorio Emanuele II, ha ritrovato l’originario splendore.

Con la bella stagione, aumentano le occasioni per visitarla: in notturna, alle prima luci dell’alba. Tutte visite spettacolari che permettono di ammirare da vicino stucchi affreschi e decorazioni in ferro.

Vediamo allora di conoscerla meglio con 9 cose da sapere sulla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano; e poi scopriremo come visitarla in modo inconsueto e originale.
 

1. Quale fu l’idea iniziale per la creazione della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

Galleria Vittorio Emanuele II di Milano

L’idea di una via commerciale che collegasse piazza Duomo a piazza della Scala è attribuita al patriota e scrittore Carlo Cattaneo, ma solo nel 1860 il Comune, ottenuti i permessi necessari per le espropriazioni, poté bandire il concorso di realizzazione.

Non essendoci vincoli particolari alla sua definizione, furono presentati un altissimo numero di progetti, ma nessuno di questi fu scelto.
 

2. Quando nacque il progetto della Galleria di Milano.

Galleria Vittorio Emanuele II Milano progetto
Al terzo bando, nel 1863, venne scelto il progetto di Giuseppe Mengoni, architetto e ingegnere emiliano.

Furono però richieste alcune modifiche, vincolanti per la definitiva approvazione e partenza del progetto. La più importante fra tutte, realizzare una galleria a croce, anziché un’unica come aveva proposto lo stesso Mengoni.
 

3. A chi fu dedicata la Galleria di Milano.

Galleria Vittorio Emanuele II Milano vista interna dall'alto
Il Comune di Milano aveva già inizialmente di dedicare la galleria a re Vittorio Emanuele II e proprio il sovrano, il 7 marzo 1865, posò la prima pietra per la costruzione della Galleria.
 

4. Incidente o suicidio in Galleria Vittorio Emanuele II.


La Galleria fu realizzata in tempo record, solamente 3 anni, nonostante anche il fallimento di una società appaltatrice e il conseguente rallentamento.

Giuseppe Mengoni non riuscì tuttavia vedere l'inaugurazione ufficiale perché morì precipitando da un'impalcatura durante un'ispezione. Un incidente secondo alcuni, un suicidio per altri.
 

5. La Cupola centrale della Galleria di Milano.

Galleria Vittorio Emanuele II Milano vista interna
All'intersezione dei due bracci, quello più lungo che unisce Piazza Duomo a Piazza della Scala e quello corto, si trova lo spazio sormontato dalla cupola, chiamato "ottagono" per la sua forma ottenuta dal taglio dei quattro angoli all'incrocio delle due gallerie.

In cima alle quattro pareti derivate dal taglio si trovano delle lunette dipinte che rappresentano un diverso continente.
L’Europa in abiti antichi e sorvegliata da un uomo alato che impugna un alloro.
L'America é una figura femminile circondata da afroamericani e da un indigeno.
L’Asia seduta su un trono e omaggiata con doni da figure dai lineamenti asiatici.
L'Africa in abiti egizi e affiancata da un leone e un moro.
 

6. Il Toro della Galleria di Milano.

Galleria Vittorio Emanuele II Milano il toro
Secondo tradizione, girare su sè stessi per tre volte col tallone del piede destro posizionato in corrispondenza dei genitali del toro presente nel mosaico sul pavimento dell'ottagono della galleria porti fortuna.

Il gesto in origine eseguito come scherno verso la città di Torino, nel cui stemma è raffigurato appunto il toro, si è poi diffuso semplicemente come rito scaramantico.

Tale rituale, ripetuto centinaia di volte al giorno dai turisti (ma non solo), usura l'immagine del toro che deve essere restaurata frequentemente.
 

7. Nominata il salotto di Milano.

Galleria Vittorio Emanuele II Milano
La Galleria si è guadagnata il soprannome di "salotto di Milano" diventando sede della vita borghese cittadina che si dilettava a frequentare i negozi eleganti, i ristoranti e caffè. Il Caffè Camparino e il Caffè Biffi, sono ancora oggi aperti.

Da regolamento comunale, tutti gli esercizi all’interno della Galleria devono avere le scritte delle insegne color oro su sfondo nero: persino McDonald’s dovette ottemperare a quest'obbligo dovette ottemperare quando aprì un fast food quasi al centro della Galleria.
 

8. Danni e restauro della Galleria di Milano.

Galleria Vittorio Emanuele II Milano da Piazza del Duomo
La Galleria fu tra i monumenti di Milano ad essere maggiormente colpiti dalle incursioni alleate durante la seconda guerra mondiale. I bombardamenti del 1943 distrussero la copertura in vetro e parte della copertura metallica, andando a danneggiare anche le decorazioni interne.

In occasione dell’Expo, da marzo 2014 ad aprile 2015, la Galleria è stata oggetto di un accurato restauro, che ha consentito di riportare gli intonaci della Galleria ai colori originari. Sono seguiti interventi di restauro e pulitura delle superfici in pietra e cemento decorativo.
 

9. Le Visite alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

Galleria Vittorio Emanuele II Milano di notte
Da due anni per alcune domeniche, solitamente tra maggio e giugno dalle 20 alle 23, la Galleria ospita La notte delle luci. Sui tetti, due itinerari di suoni e colori illumineranno piazza Duomo e lo skyline della città. Per informazioni e prenotazioni su www.highlinegalleria.com.

Le visite notturne della Galleria di Milano si aggiungono a due proposte già esistenti e molto apprezzate.
Le visite guidate teatralizzate della Galleria Vittorio Emanuele II, tutti i venerdì dalle 20.30, accompagnate dall’architetto Mengoni “in persona”, che racconta la propria storia e quella della sua creazione.

Le visite guidate all’alba, in programma ogni giorno alle 6.45. Impegnativo ma emozionante vedere la città che si sveglia dall’alto della galleria.

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